-          E TUTTO TORNA AL MARE

Leone Rinaldi

  Nebbia lattiginosa si sovrappone aspra al mio mare,

  un giorno vivido  di luce e sole,

in pochi attimi s’è fatto sopraffare.

Non vedo, non odo, non   sento più i bagliori, gli afrori,

 lo sciabordare d’ onda,

a liberare dalla sabbia di cemento

quelle conchiglie opache spente dall’ angoscia.

 Mare sei divenuto mio nemico, lasciando volare al vento le carezze.

  A te m'ero rivolto   vestito di meraviglie,

a te donai l ‘anima mia che è Kaos e voli di gabbiani che stridono eufonici,

deliranti cigolano nella   mente  liquida di speranze,

ho nostalgia di mete sicure di quell ‘armonica certezza

  coreografia alata di sentimenti cristallini,  

leggiadri e intensi, miracolosi volteggi dedicati.

Avevi dato un senso  ai sogni,

 oggi non  parli più mare  traditore !

 Sento fremere un urlo in gola, privo di carezze al mio sentire,

  hai rubato certezze come l’ali candide e sicure,

 rimangono tenebre che mischiano alla gaiezza solo pianti.

Sarà la notte a portare via tutto e lascerà in dono   la luce

e ai gabbiani il volo sacro,

 colorerà di baci le conchiglie ch’io possa portarle in dono

ancora   e sempre     alla    donna   amata.

-ABBRACCIAMI FORTE –

   Leone  Rinaldi

 Sei arrivata e in quella notte

 sei stata percezione alla mia vita,

grazie alle stelle?

  Faccio fatica, non sono bravo,

 le parole rapite al cuore di questi anni.               

sono per te.

Aspettavo o ti aspettavo ?

La vita è un dono o tu lo sei ?

Agli abbracci che mi hai regalato

ai baci tuoi,

a te che sai guardarmi e se mi guardi arriva

 alle stelle che se chiudo gli occhi le vedo dense

ai tuoi sguardi che sanno di vento,

grazie.

Ci sei non sapere perché ci sei,

e non vedere che tu sei……….

In quel mistero

a te che lo sai fare cosi bene

chiedo una cosa sola 

abbracciami forte.

(poesia composta da un allievo del corso di scrittura creativa che crede fortemente nel valore dei sentimenti )

    -POESIA DEL 616 -

 

 Leone  Rinaldi

    Benevolo mare, parli con me che non t’ho mai amato?

    Da sempre ligio ai monti alle vallate colme di respiro,  

   “Fermati!”  

  “Stammi ad ascoltare!

 Ricordi quando facesti a gara per vedermi   quando venisti lieto alle vacanze?

 E fosti primo ad arrivare   ,

eri bambino quando lievitò a me il tuo sguardo

 pregno di gioia e   strade al sole,

  non eri solo portavi in dono l’amore di colei ,

 e protendevi verso me i tuoi fare sogni all’ alba,

 ecco che la cingevi sullo sfondo mio tenero irregolare mare.

  Entrambi affondavate nella fluidità spaziale al mio animato   azzurro,

a -voi- non mi negai.     

 Magico e appagato dopo l’amore, correvi ad occupare sazio

di sensi

i mie liquidi spazi colmi d’attenzione.

 Ti regalai conchiglie e ne facesti fama alla tua donna,

ho trattenuto la mia onda per non turbare i vostri allacci.

ho ingegnato a riflettere tutte le stelle del cielo

 perché tu potessi indicarle una ad una,

 quando con lei camminavate sullo spazio………..

-NON SAPEVO-

  Leone Rinaldi

 

E' il malessere fisico che contrappone

 lo sfiorare intenso

di desiderio a te.

Il tuo sorriso distinto e sovrapposto

No non sapevo, che la tua voce

è un farsi di suono incantatore,

che la sorgente di luce fossero i tuoi occhi,

 no, non sapevo, che il fuoco si facesse corpo,  

no, non sapevo, di aver in me i doni immensi

del tuo amare

e nella mente fisso quel sorriso

 che non finisce mai .

-TEMPO DI LUCE-

di Leone Rinaldi

 E…….arriva,
quel momento, quell'attimo, quell'istante che ti perdo .
Così i pensieri si rincorrono,
sono nuvole nere o suono stridente o vento che soffia contro,
più forte del tormento è l'orizzonte, che vedo inondato di sole.
Non sbaglio.
Lo scorgo un tempo di luce,
quello stesso bagliore che riconosco nei tuoi occhi
quando, serena, cerchi le mie mani.

 

-MANCANZA-

di Leone Rinaldi

Quanto greve l’assenza di fuoco che fonde le tue dita intrecciate.

Quanto fosco ferisce lo sguardo se non assiste alla gioia dei tuoi occhi.

Quanto freddo l’abbraccio sterile di un’ombra che la mente non sa cancellare.

Ci sei, ti sento qui, partecipo del tuo fiatare.

Ci sei, ti sento qui, odo il tuo ridere appagato.

Ci sei, ti sento qui, tocco la tua pelle docile.

Piccolo astro così discosto eppur così vivo nel mio pensare

-TEMPO DI LUCE-

Leone Rinaldi

 E…….arriva,
quel momento, quell'attimo, quell'istante che ti perdo .
Così i pensieri si rincorrono,
sono nuvole nere o suono stridente o vento che soffia contro,
più forte del tormento è l'orizzonte, che vedo inondato di sole.
Non sbaglio.
Lo scorgo un tempo di luce,
quello stesso bagliore che riconosco nei tuoi occhi
quando, serena, cerchi le mie mani.

-LA CORDA-

 Marella Mare

E se l’amore fosse un aquilone ?


Pronto a librarsi in volo ogni volta che c’è il sole?


E se l’uomo fosse il suo padrone ?


Potrebbe volare l’aquilone?


L’ amore non può avere un padrone,


nessun aquilone può volare


con una corda che lo lega,


donna , volo INFINITO.


 

-MANCANZA-

Leone Rinaldi

Quanto greve l’assenza di fuoco che fonde le tue dita

intrecciate.

Quanto fosco ferisce lo sguardo se non assiste alla gioia

dei tuoi occhi.

Quanto freddo l’abbraccio sterile di un’ombra che la mente

 

non sa cancellare.

Ci sei, ti sento qui, partecipo del tuo fiatare.

Ci sei, ti sento qui, odo il tuo ridere appagato.

Ci sei, ti sento qui, tocco la tua pelle docile.

Piccolo astro così discosto eppur così vivo nel mio pensare

-UOMO DEL TERZO MILLENNIO-

di Mara Dilli

 

 

All’ uomo che parte da un astratto gioco di violenza


per amare, dico basta !


Guarda la tua anima prima di ferire e non la troverai.


Cerca i tuoi pensieri prima di uccidere


e scoprirai che sono fuggiti da te.


Cerca il tuo cuore e scoprirai che è morto.

ANTONELLA IANNILLI

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